Dal 2001 faccio il ristoratore. Sono uno dei tanti milanesi pentiti e da 23 anni vivo nel centro lago di Como (80 km e 100 anni da milano),a milano facevo l'assistente sociale e qui sul lago per 20 anni con mia moglie ho gestito l'ostello della gioventù di menaggio, non avendo più l'età per gestire un ostello (esperienza più che interessante ma anche molto faticosa) dal 2001 abbiamo deciso di cambiare prima che fosse troppo tardi, lei gestisce 8 camere a bed&breakfast ai piani superiori e io finalmente ho realizzato il mio dream-restaurant. (ovviamente 25 coperti, solo la cena e la domenica anche a pranzo) e soprattutto l'idea di mettere a frutto tutti questi anni di passione gastronomica.

Il locale riproduce, anche a detta dei clienti, quella che credo debba essere stata una locanda dei tempi andati (niente di valore ma tutto l'arredamento è veramente storico e non rifatto vecchio a Cantù) le idee guida sono quelle che il cliente deve avere la sensazione di venire a mangiare a casa mia, pensare all'uscita che se anche spendeva 10 euri in più non poteva lamentarsi, esperimentare che al ristorante si può andare anche non solo per riempire lo stomaco a anche per pensare e ragionare ma soprattutto di avere assaggiato cose che ormai a casa non si ha più il tempo ne l'esperienza per cucinarle.

Dopo vari tentativi (più menù, menù alla carta, qualche serata a tema etc) ho deciso che il sistema più facile è quello più drastico un unico menù, che cambia tutte le sere della settimana (e che a sua volta cambia ogni tre o quattro settimane senza ripetersi) il tentativo è di abituare il cliente che ad ogni sera della settimana corrisponde un tema gastronomico

Una cucina sicuramente autoritaria, il cliente può solo decidere se prendere tutto il menù (dall'antipasto al dessert) o solo anche un piatto o due (ma sempre all'interno del menù del giorno) ovviamente può decidere anche che vino desidera (la cantina è ben curata 60 vini italiani dagli 10 ai 50 euri ma senza vini nike e la possibilità di abbinare i piatti con vino a bicchiere) e se l'acqua la vuole con gas o liscia.

Quello che il cliente perde in libertà di scelta a mio parere lo acquista in freschezza qualità e molte volte in esperienze nuove. la varietà delle proposte non è quindi nella possibilità di scegliere quello che si vuole da una carta più o meno vasta ma nel decidere in che giorno è più conveniente venire a trovarmi.

Quello che garantisco in cambio è l'attenzione alla qualità dei prodotti, la ricerca di sempre nuove proposte all'interno dell'incredibile patrimonio delle cucine regionali ma soprattutto la voglia di renderle compatibili allo stile di vita attuale.